La congiura


Recensione a F. Introna, La congiura, Roma, Newton Compton, 2017, Euro 9.90.

Un pregevole e accurato lavoro di ricostruzione storica si pone a fondamento dell’intrigante romanzo La congiura, opera di Federica Introna.

Le vicende si collocano nel 65 d.C.; l’autrice racconta i retroscena della celebre congiura dei Pisoni, ordita contro l’imperatore Nerone e fallita a causa della delazione di uno schiavo di Scevino. Figura chiave dell’opera è la liberta Epicari, a proposito della quale Tacito, nel XV libro degli Annales, parlò del “fulgido esempio di eroismo, dato da una donna, una liberta, che in un così grande pericolo volle proteggere degli estranei e quasi degli sconosciuti, mentre degli uomini nati liberi, dei cavalieri e dei senatori romani, senza essere sottoposti a tortura, tradivano ognuno le persone più care”. Introna riesce a pennellare così un convincente ritratto di donna, sondando le motivazioni della liberta, squadernandone i moti della psiche, mettendone in rilievo la coerenza, il coraggio e persino le doti oratorie. Si consideri, a tal proposito, il momento in cui, durante un ricevimento presso Calpurnio Pisone, Epicari eccita gli animi degli astanti a lottare per la libertà, riuscendo a catturarne l’attenzione, dopo l’iniziale diffidenza verso quello che ad alcuni poteva apparire l’eccesso di ardire, inopportuno, di una donna, per giunta di precedente condizione servile.

La vicenda della congiura è ricostruita in retrospettiva, dopo un prologo concitato, non privo di note liriche (l’immagine di Epicari che affiora nella memoria, col suo “sguardo d’ossidiana” e l’allure quasi divina). Dal drammatico incipit si passa all’ambientazione distesa – ma con il fuoco che cova sotto le ceneri – della villa di Baia di Calpurnio Pisone, dominata dall’icona della peschiera, che assume un ruolo chiave negli sviluppi della vicenda, ma si colora anche di valore metaforico:  Epicari, infatti, con sguardo lucido, darà vita ad accostamenti analogici tra gli uomini che aderiranno alla congiura e specie ittiche, mostrando una sorta di preveggenza e senz’altro grande finezza di penetrazione psicologica. Eppure ella commetterà un grave errore, quello di fidarsi del suo primo amore, Volusio Proculo, ammiraglio romano. Quest’ultimo è un altro personaggio molto ben costruito dall’autrice; si tratta di una figura ambigua, non priva di slanci ideali, ma persa nel vortice di uno smarrimento, il cui primo momento sembra esser stato una violenza (non inusuale) di matrice omosessuale, subita come un trauma, e poi di un vero e proprio processo di corruzione, che lo ha reso partecipe del celebre assassinio di Agrippina, descritto da Tacito in una delle più belle pagine della letteratura latina e rievocato anche nella Congiura. Introna non manca di assumere anche il punto di vista di Proculo, di rivelarci i suoi tormenti, di sondarne le oscure motivazioni.

La focalizzazione però assume – e questa ci appare un’ottima scelta – come precipuo riferimento un personaggio che la storia ha trascurato, Marco Anneo Mela, schiacciato tra il fratello, Lucio Anneo Seneca, e il figlio, il Lucano del Bellum civile, entrambi presenti nel romanzo. Mela vive nella passione per Epicari, nel senso della giustizia che lo anima, nello slancio ideale che connota ben pochi dei personaggi della Congiura. Lo stesso Lucano, poeta straordinario, non si mette di certo in luce positivamente, arrivando, pur di salvarsi, a denunciare la propria stessa madre, Acilia, come racconta ancora Tacito negli Annales.

Un romanzo che presenta molti pregi. La già menzionata ricostruzione storica, che consente di accostarsi a una pagina interessante, e non sempre nota ai più, dell’età giulio-claudia; la qualità di uno stile sorvegliato, elegante ma non a discapito della comunicatività; l’approfondimento psicologico dei personaggi; la costruzione avvincente del plot, in cui non mancano coloriture giallistiche, per l’innesto di un’indagine dall’esito sorprendente. Soprattutto è l’occasione per accostarsi a una figura femminile che s’impone sul piedistallo della storia, dando straordinaria e struggente prova di sé.

2 pensieri riguardo “La congiura

  1. Caro Gianni, ti svelo un caso intrigante: Federica Introna è mia cugina. E’ figlia di miei cugini, l’una da parte di madre e l’uno da parte di padre, che il caso ha voluto si sposassero. Indi, Federica mi è cugina a doppio. Intanto, ti abbraccio a doppio.

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