Il dono della tigre


Recensione a B. Garavelli, Il dono della tigre, Giuliano Ladolfi, Borgomanero (NO), 2020, Euro 15.

È un affascinante itinerario volto all’esplorazione dell’animo umano questo nuovo “thriller psicologico” della scrittrice Bianca Garavelli, Il dono della tigre.

Il giornalista radiofonico Alberto Alemanni, da poco separatosi dalla moglie Francesca e alle prese, non senza difficoltà, con il tentativo di ricostruire il quotidiano e mantener vivo il rapporto con la figlia Simonetta, è turbato da un sogno ricorrente, che lo vede avvicinato da una misteriosa figura femminile. Il sorriso della donna incute in lui una paura che non riesce a definire. Sarà Chiara, sua giovane assistente, con la quale sin dalle prime battute del romanzo si verificano le delicate interazioni di un amore in boccio, a indurlo a cercare di comprendere cosa si cela dietro il contenuto onirico ossessivo. Grazie alla dott.ssa Panebianco, e con la mediazione di un simpatico antropologo, Alberto si inoltrerà nei meandri dell’onironautica, coltivando il cosiddetto “sogno lucido” per giungere a una più profonda consapevolezza di sé e attuare quello che Freud avrebbe definito il “ritorno del rimosso”.

L’ambientazione della nuova opera della Garavelli è la Milano dei Navigli, in cui gli spazi rumorosi della movida cedono spesso il posto ai silenziosi scenari che l’anima modella o alle corti signorili in cui l’eco della memoria rivive. Il personaggio principale si muove come se il mondo intorno a lui divenisse d’improvviso ovattato, in una sorta di frequente stato di rêverie che rappresenta l’allure del romanzo stesso e costituisce una delle principali ragioni del suo fascino. Centrale è il motivo del viaggio, che affiora con l’evocazione del gozzaniano Verso la cuna del mondo. Lettere dall’India. Gozzano, non a caso, in Signorina Felicita scriveva “vïaggio per fuggire altro vïaggio” e questo monito pare adattarsi bene a un personaggio chiave del Dono della tigre. In realtà, l’autrice sembra far proprio il motto oraziano per cui Caelum, non animum mutant qui trans mare currunt ed esortarci ad ascendere il nostro monte Ventoso, esplorando noi stessi, senza proiettare il nostro desiderio di pace in un altrove impossibilitato a lenire le piaghe del cuore.

Nel romanzo non manca la documentazione: questo appare evidente soprattutto quando la Garavelli s’inoltra negli spazi dell’onironautica. Alludiamo, per esempio, ai frequenti riferimenti alla popolazione malese dei Senoi. Studi antropologici a partire dagli anni Cinquanta hanno rivelato la loro attenzione alle dinamiche oniriche, che, grazie alla pratica del sogno lucido, essi riuscivano a integrare positivamente nel quotidiano, anche allo scopo di risolvere conflitti interpersonali.

Insomma, Il dono della tigre (non sveliamo il significato di quest’evocativo titolo, che emerge nitidamente nei capitoli finali dell’opera) è un romanzo che riesce a catturare il lettore sin dalle prime battute. L’autrice dissemina subito indizi per consentire a quest’ultimo di inoltrarsi nel viaggio psichico di Alberto. Si rimane affascinati dalla pervasività della dimensione onirica, in un thriller che non inquieta, perché lo stile della Garavelli accarezza. La voce suadente dell’autrice ti conduce per mano, con la sua aura avvolgente, in un mondo in cui anche i conflitti divengono funzionali alla pacificazione interiore e il dolore, tappa ineludibile del vivere, non necessariamente è preludio all’annientamento. Il dono della tigre ci esorta ad andare incontro all’unheimlich che ci ottunde il respiro, a familiarizzare con le zone d’ombra dello spirito, a percepire la luce che rende struggente e bellissima l’esperienza della vita.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.